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LE_LINGUE_E_IL_LINGUAGGIO fabio.doc
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☆

2. I gruppi di parole

Un gruppo di parole è detto “sintagma”. Esistono dei criteri che ci permettono di individuare gruppi di parole:

Movimento: le parole che fanno parte di uno stesso gruppo si muovono insieme.

Enunciabilità in isolamento: le parole che fanno parte dello stesso gruppo possono essere pronunciate da sole.

Coordinabilità: le parole che fanno parte dello stesso gruppo possono essere unite ad un altro gruppo.

La parola intorno alla quale è costruito un gruppo di parole è chiamata “testa” del gruppo di parole, gli altri elementi del gruppo sono detti “modificatori”; a seconda del tipo di parola otterremo diversi gruppi di parole:

Sintagmi preposizionali: testa=preposizione;

Sintagmi nominali: testa=nome;

Sintagmi verbali: testa=verbo;

Sintagmi aggettivali: testa=aggettivo.

Una rappresentazione della struttura dei sintagmi è costituita di diagrammi ad albero (indicatori sintagmatici), tramite lo “schema X-barra”, oppure tramite parentesi. I sintagmi sono i costituenti della frase mentre le parole sono i costituenti ultimi della sintassi. I sintagmi più semplici sono quelli costituiti dalla sola testa che è l’unico elemento la cui presenza è necessaria.

3. Le frasi

3.1 Frasi e gruppi di parole

Una frase è un gruppo di parole che esprime un senso compiuto, ma è anche vero che una sola parola può esprimere senso compiuto: se grido: <Gianni!> questa sola parola è sufficiente ad esprimere senso compiuto, cioè a richiamare l’attenzione di Gianni. Esiste una differenza essenziale tra i gruppi di parole chiamate “frasi” e gli altri gruppi di parole, cioè che le frasi sono composte di soggetto e predicato (con struttura predicativa). Il rapporto soggetto/predicato è di “dipendenza reciproca”, ossia l’uno dei due elementi esiste solo perché esiste l’altro. Con il termine “proposizione” si intende un frase con struttura predicativa di senso compiuto o meno. Esistono tre tipi di entità che possono essere chiamati frasi:

  1. proposizioni di senso compiuto;

  2. espressioni di senso compiuto che non sono gruppi di parole (struttura non predicativa);

  3. proposizioni senza senso compiuto.

3.2 Tipi di frasi

Una prima distinzione è quella tra frase semplice e complessa; la frase semplice non contiene altre frasi mentre quella complessa è formata da più frasi. Il rapporto tra le frasi che costituiscono una frase complessa può essere di coordinazione o di subordinazione: frasi semplici sono coordinate quando sono sullo stesso piano, sono subordinate quando non sono sullo stesso piano e in questo caso avremo frasi principali o dipendenti.

Modalità delle frasi:

Dichiarative.

Interrogative, che si dividono in “sì\no” e “wh-” (di specificazione).

Imperative.

Esclamative.

Dal punto di vista della polarità le frasi si distinguono in affermative e negative esempio (Gianni è partito/ Gianni non è partito); dal punto di vista della diatesi si distinguono frasi attive da frasi passive (Gianni ama maria/ maria è amata da Gianni), il punto di vista della segmentazione oppone frasi segmentate a quelle non segmentate (questo libro, non lo avevo mai letto /non avevo mai letto questo libro).